→   lunedì, gennaio 05, 2004
  
haru's life, 11:33

AAA cercasi collaboratori per portale di cultura giapponese.

Questo è spam lo so, ma in fondo il blog è mio: per cui se ami il Giappone inviami a questo indirizzo articoli, recensioni, immagini o qualsiasi altra cosa pensi possa essere interessante.

Ringrazio fin da ora chi deciderà di inviare materiale

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  →   mercoledì, agosto 06, 2003
  
haru's life, 13:03

Oggi è il 6 agosto .... la sua immagine per non dimenticare ....


Sasaki Sadako

 


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  →   martedì, luglio 01, 2003
  
haru's life, 13:13

Storia della gru

Tanto tanto tempo fa, nella terra di Idsumo viveva un povero giovane. Per guadagnarsi da vivere lavorava per altre famiglie nelle risaie e nei campi.Un giorno, mentre si trovava in un capo che gli era stato affidato, sentì il rumore di ali che sbattevano e il lamento di un uccello. Il giovane smise subito di vangare la terra e alzando lo sguardo vide , poco lontano da sè, una gru che si dibatteva a terra colpita da una frecca al dorso. Il giovane si avvicinò, estrasse la freccia dal corpo della gru e dopo aver bagnato un pezzettino di stoffa nelle acque di un torrente che scorreva lì vicino, pulì la ferita dell'animale; la gru chinò il capo per ringraziare il suo soccorritore e volò via. Alcuni giorni dopo qualcuno bussò alla porta del ragazzo, una viandante chiedeva di essere ospitata per la notte. Il ragazzo fece accomodare la fanciulla pensando che il giorno dopo avrebbe ripreso la sua strada, ma questa invece, dopo essersi svegliata, iniziò a pulire l'umile casa del ragazzo e dopo aver preparato la colazione, chiese di essere ospitata ancora per una notte, il giovane ovviamente acconsentì. Passarono alcuni giorni in questo modo, finchè una mattina la fanciulla chiese al ragazzo di sposarla, i due si piacevano molto per cui di lì a poco si sposarono. La ragazza aiutava il marito nel lavoro dei campi e occupandosi anche della casa. Una mattina chiese a suo marito di regalarle un telaio perchè voleva tessere della stoffa, ma il ragazzo non sapeva come fare perchè erano poveri e non aveva abbastanza denaro per comprarne uno e non sapeva neanche come costruirlo. La ragazza portò dei pezzi di legno a casa e indicò al marito come fare, egli seguì le sue istruzioni e in breve costruì il telaio. La sposa lo prese e dopo averlo portato in un altra stanza iniziò a tessere.quando uscì dalla camera recò con sè una stoffa meravigliosa, simile al broccato ma più preziosa. Il marito era esterefatto ma lo fu ancora di più quando lei lo esortò a prendere la stoffa e a venderla al Principe per mille rio. Egli eseguì di nuovo le istruzione della moglie: andò dal principe e questi gli comprò la stoffa per mille rio, proprio come aveva detto lei. Tornato a casa il giovane chiese a sua moglie di tessere un altra stoffa bella quanto la prima, la sposa accetto con piacere ma chiese al marito di non entrare nella stanza finchè lei non avesse terminato. Lui acconsentì, ma la curiosità era troppa, si avvicinò alla porta e iniziò a spiare la moglie. Quello che vide lo lasciò stupefatto, non c'era sua moglie al telaio ma una gru che strappandosi prima una, poi due poi tre  piume tesseva una stoffa bellissima, il ragazzo si ricordò allora della gru che aveva soccorso mesi prima. Essendosi accorta della presenza del marito la gru disse che doveva lasciare lui e quella casa per sempre perchè era stata scoperta e così dicendo aprì le ali e volò via lasciando il marito a bocca aperta a la stoffa a metà.
La morale è che non si deve voler guardare una cosa proibita.




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  →   giovedì, giugno 19, 2003
  
haru's life, 18:43

Which are you?
made by Jen

Mi hanno detto che questo test qui sarebbe stato bene :)
A chi fosse interessato ecco la ricetta del Kappa Maki:

Ingredienti per 4-6 persone

5 foglie divise a metà di alghe essiccate
3 tazze (470g) di riso sushi
1cucchiaio di wasabi
1/2 cetriolo affettato sottilmente

Distribuire uno strato di riso sopra 1 pezzo di alga, quindi mettervi una piccola parte di wasabi e un po' di cetriolo tagliato. Usando una tovaglietta di bambù arrotolare in modo delicato le alghe in modo da formare un cilindro lungo e sottile. Usando un coltello ben affilato tagliare il cilindro ad intervalli regolari, infine disporre il kappa-maki su un piatto e servirlo.


tratta dal libro: "La cucina giapponese" di Hideo Dekura












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  →   mercoledì, giugno 04, 2003
  
Dark_Schneider's life, 00:09

Spriggan (manga)

La fondazione ARCAM ha arruolato dei corpi speciali per proteggere manufatti antichissimi che recano le testimonianze di una civiltà remota, misteriose e segrete tecnologie da tenere nascoste per le loro conseguenze potenzialmente devastanti. Un antica civiltà metteva in guardia l'uomo moderno dai pericoli di queste scoperte, sostenendo che se la nostra civiltà fosse stata immatura per ricevere questi segreti, era consigliata di difenderli dai malintenzionati. Il giovane YU OMINAE, nome di battaglia SPRIGGAN, dotato di un coltello in lega durissima e di un giubbotto-armatura, armi sperimentali, combatterà contro tutti quelli che per sete di potere potrebbero impadronirsi degli antichi segreti e portare a guerre che distruggerebbero l'intero pianeta.

Sto manga è un vero spettacolo. Un misto tra Archeologia, magia e tecnologia. Uno dei miei preferiti.



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  →   martedì, giugno 03, 2003
  
Dark_Schneider's life, 12:39

IL KARATE

Il karate è un'arte marziale di origine giapponese, un'arte del combattimento. L'elaborazione delle tecniche ha avuto perciò come obiettivo principale la ricerca dei colpi più efficaci per l'attacco. Gli attacchi più utilizzati sono i colpi di pugno e di piede; a questi si aggiungono colpi portati a mani aperte in diverse posizioni, colpi di gomito, di testa, di ginocchio. Tecniche di parata diversificate sono state elaborate in risposta ai diversi tipi di attacco.

La pratica del karate si basa su tre pilastri fondamentali: kihon, kata e kumite.
Il kihon è l'insieme degli esercizi fondamentali, la ripetizione delle tecniche singole o in concatenate una all'altra, che si pratica prevalentemente da soli a mani nude o con l'ausilio di strumenti tradizionali come il "makiwara" (un'asse di legno di 150 cm, infissa nel suolo alla cui estremità superiore si trova una sorta di cuscino di paglia che è il punto da colpire), od in alternativa con strumenti più attuali come gli scudi colpitori o il sacco da boxe.
Il kata è un insieme di tecniche, concatenate in modo da costituire una sequenza che simula un combattimento. Letteralmente "kata" in giapponese significa "forma", "stampo" e identifica un parte fondamentale dell'insegnamento di tutte le arti marziali giapponesi. I kata sono "i libri di testo" in cui è racchiuso tutto l'insegnamento tramandato da secoli di pratica. I kata sono stati elaborati dai vari maestri che ne hanno formalizzato le tecniche e le hanno messe in una sequenza che rappresenta un "combattimento reale con avversari immaginari". Studiando e applicando il kata con costanza se ne possono estrapolare, sotto la guida di un maestro, un moltitudine di tecniche e di stili diversi di combattimento, ognuno derivante dalla scuola del maestro che lo ha elaborato. Sono una vera e propria miniera da cui il praticante, novizio od esperto, può attingere e scoprire continuamente nuove tecniche e nuove idee per migliorare la sua arte. I kata riconosciuti della Scuola Shotokan Ryu sono divisi in tre gruppi: shitei kata (kata di base), sentei kata (kata avanzati) e tokui kata (kata superiori).
Il kumite è il "combattimento". Letteralmente la parola significa "incontro" (kumi) di "mani" (te) e va inteso proprio come un "incontro" anziché uno "scontro", in cui ogni praticante sfrutta l'avversario per confrontarsi con i propri limiti e le proprie paure. Il kumite viene studiato in varie forme, dalla più semplice e controllata detta "kihon kumite" (per i primi livelli) si passa per gradi al "ju kumite", il combattimento libero (per i livelli avanzati), fino ad arrivare al "jissen kumite" cioè il combattimento reale (solo per praticanti di livello superiore).
Questi tre elementi sono inscindibili nella pratica del karate: dai kata si estrapolano le tecniche, le combinazioni e le strategie in essi racchiuse, si utilizza il kihon per tradurle in modelli di combattimento che poi verranno applicati nel kumite. Quest'operazione si può iniziare dopo un periodo di apprendimento di tutte le basi del karate, che generalmente dura tre o quattro anni.
Nel karate attuale i livelli di apprendimento sono scanditi dalle cinture colorate, che corrispondono alla tradizionale graduazione definita dai "kyu": dal 9° kyu, la cintura bianca, in scala decrescente fino al 1° kyu, la cintura marrone; a questo punto si può conseguire la cintura nera e inizia la progressione in dan, che può arrivare fino al 6° per esami e successivamente per meriti particolari nello studio e nella pratica del karate, mai per "meriti sportivi", trattandosi di karate tradizionale e non "sportivo". Dal 2° dan in poi si può diventare "istruttore", dopo aver frequentato il corso specifico e superato un esame teorico-pratico, e dal 5° dan si può aspirare all'ambita qualifica di maestro, che viene conferita, dopo una serie di prove e una tesi, dal caposcuola dell'organizzazione in cui si opera.







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  →   lunedì, giugno 02, 2003
  
Dark_Schneider's life, 23:26

I SAMURAI

Nell' antichità il Giappone era suddiviso in tanti piccoli staterelli rivali l'uno con l'altro e viveva in uno stato di perenne guerra. I nobili richiamarono a loro dei guerrieri valorosi e fedeli: i samurai (dal verbo saburau = servire-essere al servizio). Questi guerrieri si dotarono di un loro codice d'onore: il bushido, che oltre il comportamento sul campo di battaglia ne regolava la vita spirituale. All'inizi del 900 gravi carestie e conflitti bellici rendono il Governo centrale impossibilitato a garantire la sicurezza nazionale, per questo i nobili si costruiscono propri eserciti personali composti da guerrieri provenienti dalle campagne e istruito al combattimento, le continue lotte interne finiscono per aumentare il potere e l'importanza di questi guerrieri, contemporaneamente i nobili rendono l'imperatore di fatto escluso dalla direzione dello stato. Dal XII secolo i samurai o bushi ("uomini che combattono") costituiscono la casta più importante della piramide sociale. I samurai sono al completo servizio del proprio padrone (daimyô) e per lui sono pronti anche a togliersi la vita tramite il famoso rituale chiamato seppuku.  I samurai seguono un codice di comportamento bellico chiamato bushido che letteralmente significa "via del guerriero", il punto fermo del bushido è l'onore sia in battaglia che nella vita comune, il bushido inoltre disciplina i rapporti da tenere in uno stesso clan e con il proprio capo. Il samurai deve essere sobrio, modesto, in guerra deve essere coraggioso, leale, solidale e naturalmente deve avere un grande onore. Inazo Nitobe scrivendo il suo bushido (1900) ne classifica due tipi: un bushido guerriero e un bushido confuciano, il primo corrispondente al periodo Kamakura e Momoyama e viene ricordato come Heike Monogatari e il Soga Monogatari, il secondo invece si sviluppa nel periodo Tokugawa per diventare un vero e proprio codice morale, basato sull'etica confuciana che tendeva a trasformare i guerrieri in burocrati. Effettivamente ai samurai erano attribuiti spesso due termini: bun che indicava saggezza di tipo confuciano e bu che indicava il contesto marziale. Infatti una delle doti essenziali del samurai era il giusto equilibri tra azione e riflessione.
La formazione ideale del samurai era un insieme di componenti, sociali, filosofiche, religiose. Sarà il buddismo zen a rendere lo spirito del samurai forte come la sua spada. Non fu difficile per i bushi con innata semplicità shintoista assimilare le dottrine dello zen, il samurai fin da bambino imparava a non tradire nessun emozione ed a controllare il suo spirito, per fare ciò era necessario sacrificio e ore e ore di esercizi. Lo zen fu fondamentale ad allenare e perfezione il loro famoso autocontrollo in quanto le sue tecniche insegnavano ad avere la totale padronanza delle proprie emozioni, dote fondamentale per un samurai sempre di fronte alla morte.


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haru's life, 23:01
scusate se non ho spiegato prima cos'è il MIRIN, rimedio subito: vino dolce da cucina a base di riso, usato per insaporire i piatti.
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haru's life, 22:45

Ecco la ricetta dettagliata del riso sushi:
Ingredienti
2 1/2 tazze (460g) di riso bianco a chicco corto
3 tazze (750ml)di acqua
Composto di Aceto:
4 cucchiai di aceto di riso
1 cucchiaio di mirin
3 cucchiai di zuccero
2 cucchiai di sale
Lavare accuratamente il riso con acqua fredda dopo di che lasciarlo scolare in un passino per 1 ora. In seguito mettere il riso in una pentola, aggiungervi acqua e quindi chiudere bene con un coperchio. Una volta raggiunta l'ebollizione abbassare la fiamma e far bollire per altri 5 minuti. Terminata la cottura togliere la pentola dal fuoco. Levate il coperchio, ricoprite la pentola con uno strofinaccio, rimettere il coperchio e lasciate riposare per 15 minuti. Mentre il riso sta cuocendo, unire gli ingredienti del composto di aceto in una terrina, riscaldando a fuoco basso per far sciogliere lo zucchero, sempre mescolando. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare. Spargere il riso sul fondo di una ciotola non metallica con un cicchiaio di legno in maniera non omogenea. Passate la spatola nel riso per separare i chicchi, aggiungendo contemporaneamente il composto di aceto. Il riso non deve risultare troppo bagnato. Far vento sul riso con un ventaglio fino a fargli raggiungere una temperatura ambiente. Tenere il riso nella ciotola di legno coperto con un panno pulito. Il riso Sushi dura solo un giorno e non deve essere riutilizzato.










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Dark_Schneider's life, 22:38

I principali piatti giapponesi:

Sushi: Si presenta con alcune varianti, queste le più diffuse: Filetti di pesce crudo posato su 'palline' di riso. Il sapore varia a seconda del tipo di pesce utilizzato (che deve essere freschissimo): il tonno è molto gustoso, il gambero è più delicato. Attenzione al Wasabi (rafano) che di solito è inserito tra il pesce ed il riso. E' piuttosto piccante e se non piace è bene specificarlo prima di ordinare il piatto.

Tronchetti di riso avvolto con alghe ed al cui interno si trova del pesce crudo o verdure fresche.

Sashimi :

solo pesce crudo di vario tipo (gli stessi usati per il sushi).

Tempura :

E' un fritto leggerissimo in pastella di pesce, gamberoni e verdure.

Udon : Questa pasta è fatta con farina di grano tenero e assomiglia a dei bucatini come spessore e consistenza, ma senza il buco! In genere è servita con un brodo di pesce o carne. Ottimo piatto invernale.

Wasabi: il temutissimo rafano verde. Oltre a nascondersi dentro il sushi a volte viene presentato ammucchiato a forma di piccolo cono di montagna. In effetti è molto piccante. Va usato in piccole dosi, magari sciogliendolo nella soia.



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